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Parola di Pietro


Latest episode

  • Parola di Pietro - Italia in tilt

    15:51|
    La parola della settimana è confusione. E Pietro la declina guardando prima di tutto all’Italia, dove i casi che monopolizzano il dibattito pubblico sembrano raccontare un Paese sempre più disorientato. Dal delitto di Garlasco — tra nuove piste investigative, dubbi sulla condanna di Alberto Stasi e interrogativi sugli errori giudiziari — al caso Minetti e alle polemiche sulla grazia firmata dal Quirinale. Fino al rapporto tra informazione, giustizia e politica, passando per notizie che esplodono mediaticamente e altre che invece scompaiono nel silenzio. Sul finale, uno sguardo alla politica estera e alle contraddizioni dei partiti italiani tra Europa, Medio Oriente e Biennale di Venezia. Un’analisi sui cortocircuiti di un Paese che sembra aver perso il filo.

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  • Parola di Pietro - Il punto G del referendum

    17:29|
    La parola della settimana è giustizia. Alla vigilia del referendum, un tema che dovrebbe restare tecnico e giuridico è diventato inevitabilmente uno scontro politico: pro o contro il governo, pro o contro la magistratura. In questa puntata Parola di Pietro prova a riportare la discussione dentro il merito delle riforme, partendo dalle parole degli stessi magistrati, dalle contraddizioni emerse nel dibattito pubblico e dal ruolo che il referendum potrebbe avere nel ridefinire il rapporto tra pubblico ministero, giudice e sistema disciplinare.Il ragionamento tocca alcuni nodi centrali: la separazione delle carriere, il funzionamento del CSM, il tema della responsabilità dei magistrati e il divario tra numero di processi che non portano a condanna e numero di sanzioni disciplinari effettivamente applicate. Sullo sfondo resta la questione più ampia: se il referendum serva davvero a riequilibrare il sistema giudiziario o se sia diventato, come spesso accade, l’ennesimo terreno di scontro politico dove la giustizia finisce per essere il pretesto più che il vero oggetto del dibattito.
  • Parola di Pietro - L'idolo sbagliato

    14:27|
    La parola della settimana è Pedro. Non il nome di una canzone o di un tormentone pop, ma quello di Pedro Sánchez, improvvisamente diventato un punto di riferimento per una parte della sinistra italiana. Un entusiasmo che nasce dalle sue dichiarazioni contro la guerra e contro l’uso delle basi militari, ma che si scontra subito con la realtà: poche ore dopo quelle parole, la Spagna si è allineata alla Nato esattamente come gli altri paesi europei. In questa puntata Parola di Pietro prova a smontare il mito del leader spagnolo, ricordando le contraddizioni della sua politica interna, le vicende giudiziarie che coinvolgono il suo entourage e il contesto politico in cui governa. Ma soprattutto allarga lo sguardo allo scenario internazionale: la crisi tra Israele e Iran, il ruolo degli Stati Uniti e quello – spesso raccontato in modo semplicistico – dell’Europa. Una riflessione sul divario tra narrazione e realtà geopolitica, tra idoli politici costruiti a tavolino e la complessità di un mondo in cui, al di là delle dichiarazioni, gli equilibri strategici restano sorprendentemente stabili.
  • Parola di Pietro - Canzoni stonate

    07:55|
  • Parola di Pietro - Allarme deliri

    15:18|
  • Parola di Pietro - Askatasuna, la libertà non è sprangare un poliziotto

    16:04|
    La parola della settimana è libertà. Una parola abusata, invocata, piegata fino a diventare il contrario di ciò che dovrebbe rappresentare. Askatasuna, che in basco significa libertà, è il nome di un centro sociale e il simbolo di una stagione di violenza che a Torino è tornata a colpire lo Stato, le forze dell’ordine e la città. Cassonetti incendiati, poliziotti aggrediti, università occupate, slogan che legittimano l’odio: non dissenso, ma eversione rivendicata. In questa puntata Parola di Pietro prova a separare la libertà dal caos e la protesta dal crimine, mettendo in luce le ambiguità politiche e culturali che da anni offrono copertura a chi usa la violenza come linguaggio. Dall’ordine pubblico scambiato per sicurezza, alla scelta delle istituzioni di evitare lo scontro diretto, fino al ruolo dei cosiddetti “cattivi maestri” e delle reti di consenso che rendono possibile tutto questo. Una riflessione dura ma necessaria su responsabilità diffuse, ipocrisie trasversali e su una domanda che non può più essere evitata: quanta violenza siamo disposti a tollerare in nome di una libertà che libertà non è più.
  • Parola di Pietro - Viva Niscemi, abbasso gli scemi

    15:29|
    La parola della settimana è sabbia: materia invisibile e decisiva della nostra civiltà, risorsa senza la quale non esisterebbero vetro, cemento, tecnologia. Ma anche elemento fragile, instabile, che quando viene ignorato presenta il conto. È da qui che parte il racconto di Niscemi, una città costruita su un terreno friabile, segnata da frane annunciate, evacuazioni, allarmi rimasti per anni sulla carta e una tragedia che oggi colpisce migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case. In questa puntata Parola di Pietro prova a spostare lo sguardo oltre l’emergenza e oltre lo sciacallaggio politico, interrogandosi sulle responsabilità reali: l’abusivismo tollerato, i progetti firmati dove non si doveva costruire, le istituzioni locali prive di mezzi e competenze, i professionisti che hanno certificato l’impossibile. Senza negare il dovere dello Stato di intervenire e aiutare chi ha perso tutto, il ragionamento mette in discussione l’idea che ogni disastro possa essere risolto a posteriori con fondi pubblici, trasformando la sabbia in ferro. Una riflessione scomoda su prevenzione, responsabilità diffuse e sull’abitudine italiana di cercare colpevoli solo quando il danno è ormai fatto.