{"version":"1.0","type":"rich","provider_name":"Acast","provider_url":"https://acast.com","height":250,"width":700,"html":"<iframe src=\"https://embed.acast.com/$/69fccb93051b78474eda67da/6a4a31fd0069388b7ae2b16d?\" frameBorder=\"0\" width=\"700\" height=\"250\"></iframe>","title":"Stai per candidarti a un ruolo junior che non esiste più","description":"<p>Il Randstad Workmonitor ha misurato un calo netto: in meno di due anni, i ruoli junior nei settori legati a intelligenza artificiale e automazione sono scesi dal ventisei al diciassette percento delle offerte. Non tutte le offerte di lavoro italiane — i settori tecnologici nello specifico. Ma è lì che il meccanismo si vede più chiaramente, ed è lì che vale la pena guardare.</p>\n<p><br></p>\n<p>Le aziende tech hanno automatizzato le attività che definivano le posizioni d'ingresso — testing manuale, supporto di primo livello, data entry, reportistica — e poi si sono chieste perché non trovano giovani candidati. Il ruolo junior era la porta d'ingresso: facevi il lavoro meccanico, e in cambio imparavi come funzionava tutto dall'interno. Vedevi i processi, capivi chi decideva cosa, costruivi relazioni. Quell'ingresso sta sparendo, ma il sistema formativo italiano — università, tirocini, stage — è ancora costruito come se esistesse.</p>\n<p><br></p>\n<p>Il paradosso è visibile a occhio nudo. Gli annunci chiedono esperienza pregressa per posizioni che si chiamano ancora \"junior\". Le aziende lamentano una mancanza di competenze che hanno contribuito a creare, eliminando i ruoli dove quelle competenze si sviluppavano. E chi non ha un network familiare o le risorse per formazione extra resta tagliato fuori da un muro che non è temporaneo — è strutturale.</p>\n<p><br></p>\n<p>Intanto, la stessa automazione che ha cancellato i vecchi ruoli d'ingresso ne sta creando di nuovi — chi addestra modelli di IA, chi progetta prompt, chi coordina flussi automatici. Ruoli che non somigliano per niente ai precedenti, e per cui il sistema formativo non è ancora pronto.</p>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p><strong>Il punto è questo:</strong></p>\n<ul>\n<li>Il calo dei ruoli junior nel tech non è un caso: le aziende hanno automatizzato il lavoro che definiva quelle posizioni</li>\n<li>La \"mancanza di talenti digitali\" è in parte un problema creato da chi se ne lamenta — togli il gradino formativo, e le competenze non arrivano</li>\n<li>I settori tecnologici sono il canarino nella miniera: lo stesso meccanismo si sta espandendo ad altri ambiti</li>\n<li>Il nuovo junior non compila fogli di calcolo — insegna a un software a compilarli, ma quasi nessuno lo sta formando per farlo</li>\n</ul>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p><strong>Fonti e approfondimenti</strong></p>\n<ul>\n<li>Randstad Workmonitor 2026 — Gen Z e mercato del lavoro (via Delta Index)</li>\n<li>Eco di Bergamo — Meno posizioni entry-level nei settori tecnologici</li>\n</ul>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p>⠀</p>\n<p>⠀</p>\n","author_name":"Klaro"}