{"version":"1.0","type":"rich","provider_name":"Acast","provider_url":"https://acast.com","height":250,"width":700,"html":"<iframe src=\"https://embed.acast.com/$/69fc8c097628afabb9a267e0/6a0ca248b23d275dceac1f05?\" frameBorder=\"0\" width=\"700\" height=\"250\"></iframe>","title":"AI Act europeo: cosa cambia per ChatGPT in Italia","description":"<p>L'Italia è stata il primo paese al mondo a bloccare ChatGPT. Poi l'ha multato con quindici milioni di euro. Eppure è tra i paesi europei dove l'intelligenza artificiale generativa viene usata di più — oltre sette studenti universitari su dieci la usano ogni settimana per studiare, scrivere tesi e preparare esami. Un paradosso che racconta molto del rapporto tra innovazione e regole nel nostro paese.</p>\n<p><br></p>\n<p>Adesso l'Europa ha scritto il regolamento più ambizioso al mondo sull'intelligenza artificiale — l'AI Act. Le nuove regole per i modelli \"general purpose\" come ChatGPT, Gemini e Copilot stanno per diventare pienamente operative, e cambiano le carte in tavola per tutti: chi li sviluppa, chi li usa per lavoro, chi li usa per studiare.</p>\n<p><br></p>\n<p>Etichette obbligatorie sui contenuti generati dall'AI. Trasparenza sui dati di addestramento. Nuovi diritti per chi viene valutato da un algoritmo — per esempio nel processo di selezione del personale. Ma la vera sorpresa potrebbe arrivare quando le aziende saranno obbligate a rivelare con quali dati hanno addestrato i loro modelli. Potremmo scoprire che una parte significativa viene dal web italiano: articoli, tesi, ricerche accademiche — contenuti creati da noi, usati senza permesso, per costruire strumenti che adesso paghiamo per usare.</p>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p><strong>Il punto è questo:</strong></p>\n<ul>\n<li>Il paese più severo con l'AI è lo stesso che la usa di più — un paradosso che racconta il rapporto complicato tra innovazione e regolamentazione in Europa.</li>\n<li>L'AI Act non vieta l'intelligenza artificiale, ma introduce una piramide di rischio: più un'applicazione è sensibile, più le regole sono stringenti.</li>\n<li>Chi cerca lavoro avrà il diritto di sapere se il proprio curriculum è stato valutato da un software — un cambio di paradigma nel mondo delle assunzioni.</li>\n<li>La trasparenza sui dati di addestramento potrebbe rivelare che i modelli AI sono stati costruiti anche con contenuti italiani usati senza consenso.</li>\n</ul>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p><strong>Fonti e approfondimenti</strong></p>\n<ul>\n<li>Regolamento UE 2024/1689 sull'intelligenza artificiale (AI Act) — digital-strategy.ec.europa.eu</li>\n<li>Garante per la Protezione dei Dati Personali — garanteprivacy.it</li>\n<li>Rapporti Censis sull'uso dell'AI nell'università italiana</li>\n</ul>\n<p><br></p>\n<p><br></p>\n<p>⠀</p>\n<p>⠀</p>\n","author_name":"Klaro"}