{"version":"1.0","type":"rich","provider_name":"Acast","provider_url":"https://acast.com","height":250,"width":700,"html":"<iframe src=\"https://embed.acast.com/$/5d8f1770b8ba57ae71fc972b/604a2c0db439aa1431d77813?\" frameBorder=\"0\" width=\"700\" height=\"250\"></iframe>","title":"L'uso strumentale dell'obbedienza. Da \"virtù radicale\" a radice di molti mali","thumbnail_width":200,"thumbnail_height":200,"thumbnail_url":"https://open-images.acast.com/shows/5d8f1770b8ba57ae71fc972b/1615473635956-20238ba0af0b935c722ae9a5d0e27419.jpeg?height=200","description":"<p>Catechesi di P. Serafino M. Lanzetta: Sant'Agostino definisce l'obbedienza virtù radicale, madre di tutte le virtù, origine e perfezione di ogni giustizia e virtù nella quale si riassume tutta la religione. Il P. Agostino Trapè, grande conoscitore del pensiero dell'Ipponate, riassume così la teologia di Agostino su questo punto: «L’ordine naturale vuole che l’inferiore sia soggetto al superiore; ma perché lo sia, è necessario che questi, il superiore sia soggetto a chi gli è, a sua volta, superiore, affinché sotto Dio, che è al sommo dell’essere, tutto sia ordinato». E se accadesse che il superiore rifiutasse sia l'ordine naturale che quello divino? Ne deriverebbero molti guai, uno molto noto: ricattare i sudditi, costringendoli ad obbedire a ciò che ripudia alla ragione illuminata dalla fede. L'obbedienza non è illimitata. L'autorità nella Chiesa non è autoreferenziale.</p>","author_name":"Marian Franciscans Gosport"}